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missione Albania 2014

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Eccoci qui, pronti a raccontare, scusandoci se non ci facciamo sentire molto…Un pò perché non siamo dei “maghi” della comunicazione  e un pò perché la vita di missione scorre velocemente e non ci lascia tanto tempo per scrivere.

Abbiamo iniziato da un pò l’anno pastorale con nuove attività intraprese  con i ragazzi e con gli adolescenti, con proposte di incontri per i giovani che stentano a partecipare e con il sogno nel cassetto di poter avviare, anche a Mabë e Dragushë, dei centri di ascolto della parola che, già dall’anno scorso, abbiamo avviato come equipe di pastorale della famiglia in altre parrocchie della diocesi di Sapa.

Quello passato, invece, è tutto da raccontare visto che, a parte qualche pubblicazione sul sito della missione, non ci siamo fatti molto sentire. L’anno trascorso ci ha visto ancora studenti della lingua albanese di mattina e dall’immediato dopo pranzo fino a quando c’è luce solare, animatori e catechisti nei nostri villaggi. Ci siamo dati da fare in particolere in tre villaggi come presenza fissa di almeno uno di noi, tra Goffredo, Tiziana e Mariapalma, ed in altri due con una presenza settimanale per attività di animazione. Un bell’impegno anche a causa delle distanze tra i villaggi e del tempo cattivo che non sempre consente spostamenti in motorino, cosicchè chi finisce per primo va a recuperare con la macchina gli altri due. Questo fa si che spesso e volentieri si esce prestissimo tutti insieme e si ritorna tardi tutti insieme. Catechismo, corsi di chitarra, italiano, attività sportive e di gioco, animazione e ballo, e qualche piccola gita con i ragazzi, sono stati il nostro pane quotidiano per tutto l’anno fino all’inizio dell’estate. Non bisogna tralasciare di raccontare delle giornate del malato che, a livello diocesano, ricorrono una volta al mese e riscuotono grande partecipazione e richiedono la nostra puntuale presenza per accompagnare i partecipanti con le macchine della missione, stare con loro fino al pomeriggio e poi riaccompagnarli. Come entrano tre disabili in carrozzina con i loro accompagnatori in una Land Rover? Se a qualcuno dei lettori viene in mente la barzelletta dei quattro elefanti in una Cinquecento…

C’è poi l’importante aspetto della cura dei fedeli, la celebrazione delle messe festive in quattro villaggi di pianura e, una volta al mese, il giro nei quattro villaggi di montagna. Una attività che vede impegnato don Giovanni in prima persona e noi come aiuto e supporto. Soprattutto la partecipazione alla messa domenicale in ogni villaggio, anche se per noi è un ripetere la messa, è un momento importante da condividere insieme con tutti.

Nella scorsa quaresima siamo anche tornati alcuni giorni in Italia per un giro di testimonianze in alcune parrocchie della nostra diocesi, in alcune  scuole e con alcuni gruppi e movimenti. Una bellissima esperienza di condivisione e partecipazione. Dobbiamo necessariamente spendere due parole per gli amici del gruppo missionario diocesano che si sono “fatti in quattro” per noi, per accoglierci, per organizzare gli incontri ai quali ci hanno sempre accompagnato e soprattutto per averci fatto sentire il gusto vero della condivisione fraterna e dell’amicizia in Cristo. La nostra presenza di missionari in Albania non può prescindere dalla presenza nella diocesi di Pescara di altrettanti missionari che coltivino in loro stessi e nel cuore di tutti il seme della missione.

Arriviamo così all’estate: dalla metà di giugno fino alla prima settimana di agosto si sono susseguite attività di campi, oratorio, gite, e la missione in montagna di tre settimane. Sono arrivati dalla nostra diocesi tre gruppi di giovani per una esperienza di servizio e di conoscenza della missione Albania ed un gruppo di tre volontari che hanno ritinteggiato la chiesa di Mabë.  Dal 23 al 29 giugno con un gruppo di giovani che hanno partecipato ad un progetto formativo della Caritas Pescara, abbiamo svolto la prima settimana di attività estive con i più piccoli a Dragushë, poi don Giovanni è partito per la missione in montagna, mentre noi laici siamo andati a fare gli animatori ai campi estivi degli Ambasciatori di Pace. Il 7 luglio sono arrivati i tre volontari per i lavori in chiesa e la settimana dopo il gruppo parrocchiale di Collecorvino, accompagnato da don Domenico. Con i ragazzi di don Domenico, essendo numerosi, abbiamo realizzato due attività estive in una settimana, una coi piccoli di Mabë ed un’altra con gli adolescenti di Mabë e Dragushë. Di quest’ultima attività possiamo dire che vi hanno partecipato in maniera trasversale anche altri ragazzi, alcuni dei più grandicelli tra quelli del gruppo dei preadolescenti e qualche outsider di Dragushë, attratto un poco dalla presenza dei ragazzi Italiani e un poco forse dal come “ammazzare la noia”. Bello però, che al ricominciare delle attività di questo anno sono venuti e hanno voglia di continuare. L’ultimo gruppo è arrivato a fine luglio, accompagnato da don Nando. Giovani dell’Azione Cattolica che hanno fatto una esperienza di servizio ma soprattutto di conoscenza della nostra realtà missionaria. Con loro siamo andati in uno dei villaggi di montagna a vivere una giornata di missione con don Giovanni, aiutato da  tre suore albanesi, un seminarista e Paolin, un giovane della nostra parrocchia di Mabë.

Abbiamo nominato Paolin e allora come non nominare Armando, Alketa, Kristian, Berti, Ester e Amarilda, giovani che in questo anno ci hanno aiutato e sostenuto nelle attività di catechesi e di oratorio.  Tante altre persone ci sono state vicine, ci hanno sostenuto e ci hanno fatto sentire il loro calore.

In ultimo, la settimana di attività estiva a Kodhel, villaggio dove abitiamo noi, Goffredo, Tiziana e Mariapalma.

Tutte le attività che abbiamo svolto hanno sempre avuto un tema e quest’anno abbiamo proposto per i piccoli:<< Insieme ognuno è protagonista, “Dite amici ed entrate”>>, un campo sul valore dell’amicizia e delle qualità della persona al servizio degli altri, liberamente tratto dalla storia del “Signore degli anelli”. Per gli adolescenti abbiamo scelto un tema più emozionale che li aiutasse a prendere contatto con la propria sfera emotiva: “Arcobaleno, un ponte di alleanza tra i colori”.

Ora, mentre raccontiamo di un anno trascorso siamo già pienamente immersi nel nuovo. Molte sono le novità , su tutte l’impegno a tempo pieno di Mariapalma in una casa famiglia per ragazze che, entro l’anno, si aprirà nel villaggio di Gjadër.  Aspettiamo la visita di don Massimo, nuovo responsabile dell’Ufficio Missinario e salutiamo fraternamente don Marco che ci ha sempre fatto sentire la sua vicinanza e sappiamo che continuerà  a farlo, perché certi legami non si creano e non si vivono per incarico ricevuto.

Goffredo, Tiziana, Mariapalma

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