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Buon Natale

Nje femije na e zbulon meshiren e Zotit…
un Bambino ci rivela la misericordia di Dio…
auguri da Mariapalma, Goffredo e Tiziana, don Ezio, missionari in Albania.

grandi novità

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don Ezio con don Simon, vicario della diocesi di Sapa

Ormai l’arrivo di don Ezio è imminente, il 13 ottobre, accompagnato dal nostro vescovo, farà il suo ingresso nelle missione.

Un abbraccio fortissimo a don Giovanni Cianciosi rientrato in diocesi nella parrocchia di Santa Teresa e che siamo sicuri non mancherà di essere con noi il giorno dell’ingresso di don Ezio nella missione e che continuerà ad esserci vicino.

Un saluto a tutti e, permetteteci di farne uno affettuoso, a don Massimo Di Lullo, don Marco Pagniello e il gruppo missionario diocesano, nostri “angeli custodi”.

Alleghiamo due articoli de La Porzione che meglio di noi raccontano tutto.

http://www.laporzione.it/2015/09/29/don-ezio-vado-in-albania-con-gioia/

http://www.laporzione.it/2015/03/14/una-colletta-per-vllaznia/

A San Gabriele c’eravamo anche noi

IMG-20150803-00906Ad un mese esatto dal rientro in Albania, pubblichiamo due righe scritte dai nostri ragazzi di Maba, sull’esperienza vissuta con i loro coetanei della diocesi di Pescara. Prima lo scritto in albanese e poi la traduzione fatta dai ragazzi che trascriviamo così come ce l’hanno data. Solo per qualche parola abbiamo scritto la correzione tra parenesi.

Përpara se të flasim mbi eksperiencën tonë në Itali, duam të falenderojmë të gjithë ata që bënë të mundur këtë udhetim të veçantë për secilin prej nesh: dom Giovanni, Tiziana dhe Goffredo.

Ky udhetim na ka bërë të kuptojmë shumë gjëra, por mbi së gjitash na dhe një mundësi për të kominikuar me shumë njerëz, për t’ju transmetuar nevojat dhe dëshirat e secilit prej nesh. Nëpërmjet pelegrinazhit gjithsecili mori diçka të veçantë dhe përcolli shumë gjëra nga vetvetja.

Ka qenë një përvoje e mrekullueshme ku secili është ndjerë i kënaqur dhe protagonist dhe ne të gjithë ju falenderojmë  nga zemra për këtë mundesi kaq të madhe që na kemi afruar. Noi tutti, Paulin, Amarilda, Ester, Alketa, Marqelo, Klevis, Klaudia, Andrea, Kristjana ed Xhovana vi ringraciamo dell cuore per questa grande opportunitta che avete offerto per noi. 

“Prima di parlare della nostra esperienza a Italia, vogliamo ringraziare a tutti loro che hanno fatto possibile questo speciale viaggio per ogni uno di noi: don Giovanni, Tizziana ed Goffredo.

Questo viaggio ha fatto comprendere tante cose, ma sopra tutto ha  dato una possibilita per comunicare con tanti genti sulle nostre  necessita ed desideri di ogni uno di noi. Durante (attraverso) il pelegrinagio ogni uno ha preso una cosa speciale ed ha dato mille cose sul te stesso (ha trasmesso molte cose di se stesso).

E’ stata una meravigliosa eksperienca dove ogni uno e sentito contento ed protagonista e tutti noi, 
Paulin, Amarilda, Ester, Alketa, Marqelo, Klevis, Klaudia, Andrea, Kristjana ed Xhovana vi ringraciamo dell cuore per questa grande opportunitta che avete offerto per noi.

ATTRAVERSIAMO IL MARE

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Il mare, è da lì che comincia la nostra avventura… una traversata di circa dieci ore dopo la quale tutto cambia.

Ci siamo subito accorti che comunicare in una terra che non è la nostra sarebbe stato molto complicato. Ma la voglia di metterci in gioco e il desiderio di conoscere han fatto sì che le poche nozioni di base ci sono, fin dall’inizio, entrate in testa.

Chi se lo aspettava? Siamo stati letteralmente catapultati in montagna, tra villaggi sperduti, sentieri impervi, laghi e fiumi cristallini, barchette colorate, caprette, mucche, asini e cavalli… un vero paradiso! Ma la più bella sorpresa sono stati gli incontri. Tanti volti, tante storie di persone semplici che vivono realtà difficili senza perdere mai il sorriso e soprattutto lo spirito di accoglienza.

…. E oplà! Eccoci scesi a valle, dopo quattro giorni sulle “alpi albanesi” il sipario si apre su un altro scenario: strade asfaltate, bancarelle di cocomeri, carretti motorizzati, macchine sfreccianti, tacchini al pascolo, tartarughe e mucche al guinzaglio.

Nonostante ciò le persone ci hanno accolto con lo stesso calore e cordialità, caratteristici  di un paese diverso da quello che noi immaginavamo.

A farci cambiare idea sono stati: Don Maurizio e le suore francescane missionarie, Don Giovanni e i missionari laici della diocesi di Pescara-Penne: Goffredo, Tiziana e Mariapalma, i ragazzi di Mabe e tutti coloro che abbiamo incontrato lungo il nostro cammino e che vorremmo ringraziare.

“La strada è la stessa anche se siamo lontani, servire è la sfida, il futuro è domani!”

-Clan “Sentinelle Del Mattino”, Cepagatti1-

La busta di fagioli

IMG_4054Sono passati due mesi dall’apertura di Casa Rozalba e la vita scorre abbastanza tranquilla! Una delle ragazze, la più grande, ha deciso di  tornare a casa sua; il 13 marzo  ne abbiamo accolta un’altra da una casa famiglia statale di Scutari. La settimana scorsa è arrivata A., per ora la più grande perché ha 17 anni. Cosa dire di questi due mesi di vita da “mamma” di queste ragazze? Ho scelto di raccontarveli attraverso alcune parole chiave.

La prima parola è quotidianità: il tempo scorre scandito dalle “faccende”  di una famiglia, dalla sveglia mattutina, all’organizzazione del pranzo e della cena secondo un menu, al tempo per lo studio e per lo svago, alle ore di internet e di televisione, al momento della doccia e del pigiama e della buonanotte.

La seconda è pazienza: ce ne vuole tanta, sia con me stessa, quando le difficoltà mi sembrano insuperabili, quando vorrei capire tutto subito, quando “vorrei fare una doccia calda e va via la luce” e sia con le ragazze, quando parlano velocemente per non farsi capire, quando devo impormi con i No e loro vogliono che sia Si, e allora utilizzo un’espressione di Goffredo: “Signore, dammi la pazienza e non la forza…”.

La terza è collaborazione: in questi due mesi ho scoperto che intorno a me, a noi, abbiamo molte persone che ci aiutano, che collaborano con noi per la buona crescita di queste ragazze: Lida, per il doposcuola e non solo, Landi, Franca e Kristiana per l’oratorio, Tina per la cucina, le famiglie delle amiche di scuola delle ragazze, alcuni anziani che sono diventati i nostri nonni, le nostre nonne; ognuno è entrato a far parte della nostra famiglia. Il villaggio ci ha “adottato”!

La quarta è ironia: i primi tempi sono stati difficili, ambiente nuovo, relazioni da costruire, una casa da organizzare, ragazze da accogliere e aiutare….la scelta era tra prendere tutto troppo sul serio (inizio) o cominciare a sorridere quando qualcosa non andava come volevo o pensavo io, quando una delle ragazze metteva il muso senza motivo, quando non riuscivo a capire quasi niente … Spesso ho la sensazione di vivere questa vita da sempre, per questo la mia ultima parola è tempo. 

Il tempo nel villaggio ha un ritmo diverso che nella città, il ritmo delle stagioni, e all’interno di questo ritmo ho il tempo per pregare almeno un’ora la mattina, il tempo per studiare, per cucinare, per condividere con la mia “equipe”, per fare passeggiate, per stare sulla pista con le ragazze e i pattini, per amare quello che faccio e le persone con cui vivo qui e quelle che non sono qui. A volte ho la sensazione di perdere tempo…ma anche quello ha un senso. Ed in questo tempo di quaresima scoprire come questo tempo è forse il dono più grande che il Signore mi ha fatto. Con questo pensiero chiudo questo articolo che ho cominciato almeno 10 volte…e vi auguro Buona Pasqua in Colui che tutto può.

Ps: perché il titolo? Due settimane fa, dopo la spesa settimanale, mi sono  accorta che non avevamo più fagioli…il pomeriggio  stesso arriva a casa una busta piena di fagioli bianchi, due pacchi di zucchero e del formaggio fatto in casa …..la mia ultima parola è Provvidenza. Non solo in ciò che ci manca ma anche nelle situazioni e nei rapporti.

Mariapalma