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Mariapalma da Gjadër

P1030553Eccomi qui a raccontarvi la mia “nuova vita”, il mio “nuovo villaggio”, un altro modo di portare avanti la missione di Pescara-Penne: essere la “direttrice” della Casa-famiglia Rozalba. Direttrice per me è una parola grossa, mi piace pensare che io sono lí per vivere con le ragazze che accogliamo, per condividere i loro problemi e le loro gioie, per organizzare il loro tempo, per dar loro la buonanotte e svegliarle al mattino per cominciare insieme un nuovo giorno. Casa Rozalba si trova a Gjader, un villaggio a 20 minuti di bicicletta da Kodhel, villaggio dove le suore Venerini hanno da circa 20 anni un oratorio, che lavora con i ragazzi e per i ragazzi del posto. La Casafamiglia é un sogno delle suore, le quali pensavamo a d un luogo per accogliere e far crescere le ragazze che vivono situazioni di estrema povertà economica e sociale familiare e non solo. Sogno tenuto nel cassetto per diversi anni, sogno che ha incontrato un altro sogno, il mio….diversi anni fa pensavo di aprire una casa con lo scopo di accogliere ragazzi in difficoltà…ed ora eccomi qua a vivere questo sogno, con la consapevolezza che la realtà è diversa da ciò che si sogna, che la vita delle persone che ho con me ha un valore inestimabile… che non è “un campo di fiori” come mi ha detto qualche giorno fa una delle prime ragazze che abbiamo accolto in Casa. Non nascondo che la mia difficoltà più grande é la lingua…immaginatemi mentre parlo con loro in un albanese elementare, con diversi errori mentre loro mi correggono. Per fortuna la ragazza più grande parla un pò italiano e io capisco abbastanza l’albanese. Come ho detto spesso in questi due anni di Albania, ad un certo punto entra in azione un altro linguaggio, quello dell’amore e dello Spirito Santo, perché in queste occasioni mi rendo conto di quanto sia indispensabile chiedere allo Spirito Santo che mi dia orecchio e cuore attento all’ascolto.

In questo momento sono tre le ragazze accolte, arrivate lo stesso giorno, sabato 17 gennaio. È stato un momento emozionante, eravamo davanti Casa Rozalba, e nello stesso istante sono arrivati Sander e Moter Elsita con la ragazza più grande, e il pulmino delle suore di Troshan con le due sorelle. In quei giorni c’era con noi anche la Madre Generale delle Venerini, la quale ha fatto in modo che questo sogno diventasse realtà. Non so descrivere bene l’emozione di quei momenti, so solo che il timore di qualche giorno prima era scomparso ed aveva preso posto la gioia, la gioia di sentirmi un pò… mamma!

Ed ora dopo una settimana e mezza, che a me sembra già un mese, le cose vanno abbastanza bene, tra alti e bassi, tra risate, musi lunghi, crisi e piccole incomprensioni ma per fortuna non sono sola. La mia è una “missione” vissuta in equipe, ed io ne ho due: la prima, con la quale sono partita, composta da Goffredo e Tiziana, con i quali ho un incontro settimanale e che sono la mia comunità di origine; la seconda è composta da Sander, assistente sociale e amico caro, Moter Elsita, superiora della comunità e donna attenta e presente, Matilde, psicologa preparata non solo concettualmente. Equipe che prima di lavorare bene insieme è un gruppo affiatato che si conosce e si ritrova sempre nelle decisioni che prende.

A presto, Mariapalma.

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1 Comment

  1. trave says:

    Grazie per la tua bellissima testimonianza, viene quasi voglia di fare una scelta così decisiva.
    Sicuramente tanfi saranno le difficoltà, ma come ci insegna la parola ” avete solo bisogno di perseveranza” (Eb 10, 36) non bisogna mai fermarsi alla prima difficoltà, ma alzare gli occhi al cielo !
    Grazie Mariapalma a te e all’equipe, grazie di esserci. Che il Signore Gesù sia sempre luce ai tuoi passi. Un abbraccio forte forte Luana

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