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Monthly Archives: March 2015

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La busta di fagioli

IMG_4054Sono passati due mesi dall’apertura di Casa Rozalba e la vita scorre abbastanza tranquilla! Una delle ragazze, la più grande, ha deciso di  tornare a casa sua; il 13 marzo  ne abbiamo accolta un’altra da una casa famiglia statale di Scutari. La settimana scorsa è arrivata A., per ora la più grande perché ha 17 anni. Cosa dire di questi due mesi di vita da “mamma” di queste ragazze? Ho scelto di raccontarveli attraverso alcune parole chiave.

La prima parola è quotidianità: il tempo scorre scandito dalle “faccende”  di una famiglia, dalla sveglia mattutina, all’organizzazione del pranzo e della cena secondo un menu, al tempo per lo studio e per lo svago, alle ore di internet e di televisione, al momento della doccia e del pigiama e della buonanotte.

La seconda è pazienza: ce ne vuole tanta, sia con me stessa, quando le difficoltà mi sembrano insuperabili, quando vorrei capire tutto subito, quando “vorrei fare una doccia calda e va via la luce” e sia con le ragazze, quando parlano velocemente per non farsi capire, quando devo impormi con i No e loro vogliono che sia Si, e allora utilizzo un’espressione di Goffredo: “Signore, dammi la pazienza e non la forza…”.

La terza è collaborazione: in questi due mesi ho scoperto che intorno a me, a noi, abbiamo molte persone che ci aiutano, che collaborano con noi per la buona crescita di queste ragazze: Lida, per il doposcuola e non solo, Landi, Franca e Kristiana per l’oratorio, Tina per la cucina, le famiglie delle amiche di scuola delle ragazze, alcuni anziani che sono diventati i nostri nonni, le nostre nonne; ognuno è entrato a far parte della nostra famiglia. Il villaggio ci ha “adottato”!

La quarta è ironia: i primi tempi sono stati difficili, ambiente nuovo, relazioni da costruire, una casa da organizzare, ragazze da accogliere e aiutare….la scelta era tra prendere tutto troppo sul serio (inizio) o cominciare a sorridere quando qualcosa non andava come volevo o pensavo io, quando una delle ragazze metteva il muso senza motivo, quando non riuscivo a capire quasi niente … Spesso ho la sensazione di vivere questa vita da sempre, per questo la mia ultima parola è tempo. 

Il tempo nel villaggio ha un ritmo diverso che nella città, il ritmo delle stagioni, e all’interno di questo ritmo ho il tempo per pregare almeno un’ora la mattina, il tempo per studiare, per cucinare, per condividere con la mia “equipe”, per fare passeggiate, per stare sulla pista con le ragazze e i pattini, per amare quello che faccio e le persone con cui vivo qui e quelle che non sono qui. A volte ho la sensazione di perdere tempo…ma anche quello ha un senso. Ed in questo tempo di quaresima scoprire come questo tempo è forse il dono più grande che il Signore mi ha fatto. Con questo pensiero chiudo questo articolo che ho cominciato almeno 10 volte…e vi auguro Buona Pasqua in Colui che tutto può.

Ps: perché il titolo? Due settimane fa, dopo la spesa settimanale, mi sono  accorta che non avevamo più fagioli…il pomeriggio  stesso arriva a casa una busta piena di fagioli bianchi, due pacchi di zucchero e del formaggio fatto in casa …..la mia ultima parola è Provvidenza. Non solo in ciò che ci manca ma anche nelle situazioni e nei rapporti.

Mariapalma

 

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ultime dalla missione

Il nostro passaggio nella diocesi di Pescara, dall’ 11 al 16 febbraio, è stato breve quanto ricco di incontri e testimonianze.Un grazie di cuore va a don Massimo e agli amici del gruppo missionario che, come sempre, si rivelano speciali in tutto quello che fanno per noi e con noi. Avremmo voluto scrivervi prima ma da qualche giorno manca la corrente a causa del cattivo tempo. Solo stasera è tornata la connessione e la possibilità di sedersi con calma davanti al pc.”Albania così vicina, così lontana” potrebbe essere il titolo di un libro dove raccontarvi di un luogo dove si vive a due velocità: quella delle poche città ben servite e con infrastrutture sufficienti, Tirana, Durazzo, Valona, Scutari… e poi noi, quelli della campagna e delle montagne. Se quelli di città si lamentano per i disservizi, noi piuttosto, quando ci sono, esultiamo per i servizi. Non è per lamentarci che ci siamo fatti vivi, piuttosto per condividere con voi la bellezza del dono della missione, dei piccoli passi che facciamo ogni giorno: ieri Tiziana ha insegnato ad un gruppo di ragazze adolescenti e fare la torta mimosa, un pò in ritardo per la festa della donna ma in tempo per quando è tornata la luce per cuocere il pan di spagna. Io e Paolin, un giovane di Maba, con don Giovanni, un altro sacerdote ed un diacono stiamo facendo il giro per le benedizioni a Maba; per me è una grande occasione per incontrare le persone nelle loro case, capire dove e come vivono e rendermi conto della loro situazione. Sono tanti quelli che non se la passano bene e si vede con chiarezza come si vive di una economia dove circola poco denaro mentre i generi di prima necessità non mancano perchè ognuno se li produce. In ogni famiglia raccogliamo i dati di tutti e, fino ad ora, deve ancora capitarmene una che non abbia figli o il papà o un fratello all’estero. Anche io e Tiziana siamo figli di emigranti, nati all’estero, e quando lo raccontiamo, molti ci sentono più prossimi a loro, più capaci di comprendere la loro situazione di vita anche se è ancora presto per non essere considerati stranieri. L’altra sera però è capitata una cosa molto bella: qui a Kodhel, nel villaggio dove abitiamo e ci incontriamo regolarmente con un gruppo di famiglie con le quali condividiamo una esperienza di ascolto e approfondimento della parola di Dio, a conclusione del nostro incontro abbiamo chiesto chi di loro se la sentisse di dare una testimonianza nel giorno della festa diocesana della famiglia. Qualcuno ci ha fatto notare che possiamo farlo noi, ma io e Tiziana abbiamo risposto che è bene che lo faccia una coppia albanese e non noi stranieri; poi però ho aggiunto che, in verità, noi con loro non siamo più stranieri ,e, mentre lo dicevo, tutti noi abbiamo percepito chiaramente che è vero, che in questi due anni la Parola ci ha uniti e resi fratelli e “Così dunque voi non siete più stranieri ne ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio” (Ef 2,19).
Goffredo e Tiziana

alleghiamo la locandina della FESTA DELLA FAMIGLIA  che si svolgerà domenica 22 c.m. a Laç Vau i Dejes.  L’anno scorso è stata fatta una piccola prova con un numero limitato di famiglie e quest’anno si parte… pregate per noi!