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30 giugno: la Sea Watch vista dall’Albania!

 

Carissimi,
ultima settimana di campi estivi, questa volta con i ragazzi più grandi, quelli dalla 8′ alla 10′ classe (3′ media – 2′ superiore).

Rispetto agli altri campi abbiamo introdotto due giornate intere, una con una camminata in montagna, una in parrocchia con il pranzo insieme e la giornata divisa tra i due villaggi!🏃

Mercoledì 26 giugno ho partecipato per la prima volta ad un incontro del clero delle sei diocesi albanesi. Si é svolto nella nostra diocesi, negli spazi del Carmelo di Nenshat.
Non eravamo tutti, una settantina forse. É venuto il vescovo di Palermo mons. Corrado Lorefice a tenerci la meditazione.🙏

Io ne ho approfittato anche per caricare un po’ di bottiglioni di acqua che stavano per finire.
Sono stato fortunato.
C’erano i genitori siciliani di p. Mariano e mi hanno offerto come break una granita al limone fatta da loro. Una specialità! 🍋

Ieri in Albania ci sono state le elezioni amministrative, volute dal Governo ma annullate dal Presidente! L’opposizione ha boicottato i seggi. L’affluenza sembra sia stata del 21,6%. Una situazione che di certo non aiuta il paese. 🇦🇱

Da questa mattina inizia la missione estiva in montagna. Goffredo e Tiziana sono già partiti.
Vi spiegherò meglio… 🗻

Abbiamo anche cercato in questi giorni di seguire dai Tg italiani la vicenda della Sea Watch.
Una vicenda sicuramente complessa.

In generale però, vista da quest’altra parte dell’Adriatico oggi l’Italia non é sicuramente un bel vedere. Tanti i segnali di un cambiamento verso una cultura del nemico, della chiusura, persino dell’odio a volte, che non ci appartenevano o che forse non avevano modo di esprimersi in modo pubblico. Non so.
Non mi riferisco ovviamente solo alla vicenda di Lampedusa di questi giorni. Mi avevano già colpito, per esempio, le parole pesantissime di accusa rivolte a Silvia Romano per essere andata come volontaria in Africa… ma i social sono pieni di post terribili ogni giorno, sempre contro qualcuno. 😔

Voglio continuare a pensare che la realtà sia un’altra, che quello che emerge sui social sia solo un’amplificazione del pensiero di pochi, e che l’Italia continui ad essere il paese della carità creativa e instancabile, dei tantissimi volontari e delle infinite associazioni che operano sul territorio in tutti i campi del tessuto sociale.
Dove c’è più bisogno. Al passo del più debole ❤️

Qui in Albania la prospettiva é completamente diversa. Siamo così vicini, eppure…

Non c’è immigrazione ovviamente.
Al contrario noi cerchiamo di non far partire i nostri giovani.
Qui in realtà non c’è guerra. Non c’è violenza.
Non si muore di fame. Il lavoro c’è.
Mancano però prospettive.
Non c’è speranza.
I ragazzi non vedono un futuro diverso.
E sono gli stessi genitori a spingerli a partire.
Gli stipendi partono da 120-150€ al mese.
Si sopravvive.
Da noi in campagna tutti hanno qualche gallina, una mucca, qualche maiale, un pezzetto di terra per l’insalata, i pomodori e i cetrioli.
Appunto, si sopravvive.
Come convincere i ragazzi a restare qui, quando in Italia le prospettive, le possibilità, sono così diverse? 🤷

Nei ragionamenti che leggo manca proprio questo. Non si parla mai di cosa spinge ragazzi, uomini e donne a lasciare la propria famiglia, il proprio paese, la propria cultura, la propria lingua e, in alcuni casi, a rischiare persino la vita!
Cosa sappiamo della vita in Sudan, in Congo, in Mali o in Iran, in Pakistan o in Siria?🌏
Perché i nostri telegiornali non ci parlano dei paesi da dove vengono queste persone?
Di cosa lasciano? 🌍

Sogno un mondo dove ognuno abbia il diritto di rimanere nella propria terra. 🗺️

Dove nessuno sia costretto per guerra (come in Siria), per povertà (come in Congo), per violenza (come in Venezuela), o anche semplicemente per la speranza di un futuro migliore (come in Albania), a lasciare la propria terra, i propri cari.

L’immigrazione alla fine é solo una delle conseguenze…

–  …di un sistema economico che “uccide” e dove la forbice tra ricchi e poveri cresce sempre più (Papa Francesco, Evangelii Gaudium n. 53-54),

–  …e dell’irresponsabile abuso dei beni della terra e dei conseguenti cambiamenti climatici, che nei prossimi anni costringeranno ancora più persone a fuggire dalla siccità (Papà Francesco, Laudato si’)

Di questo si dovrebbe discutere seriamente! Questo dovrebbe essere al centro del dibattito pubblico e di tutte le agende politiche nazionali!

Cosa si può fare per invertire la rotta?
…non quella della Sea Watch!!!

Buona settimana a tutti 🖐️

PS. Facilissimo incontrare tartarughe in Albania… Lo sapevate? 😃😃😃

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