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18 febbraio: Giorni pieni, sorrisi e riflessioni

Carissimi,
vi scrivo a distanza di dieci giorni.
Questa volta anche per condividere con voi il programma di questi giorni in Italia👋La settimana scorsa è stata insolitamente piena.

18 feb 3

Adelaide e Katia

Ho sostituito tutte le mattine alla Messa delle 7:15 il parroco del villaggio vicino (Dajc) che è andato in Grecia per seguire alcune comunità cattoliche di Albanesi emigrati.
Sono venute a trovarci per 4 giorni due amiche, Adelaide e Katia, della parrocchia di S. Giovanni Bosco di Montesilvano e, di passaggio, due Missionari della Comunità di Villaregia. 🎊

18 feb

Giornata del Malato

Abbiamo avuto anche due appuntamenti diocesani:
– martedì 11 la Giornata del Malato
– giovedì 13 l’Incontro Pastorale Diocesano, in cui abbiamo festeggiato il compleanno del vescovo Simon (47)!🍻

Non mi capitava da un po’ di celebrare tutti i giorni e questa settimana anche più di una Messa al giorno (tra Dajc, Koter, Mabë, Dragushë e Baqel).

Alcuni episodi mi fanno sorridere, ma anche riflettere tanto.

18 feb 4

Kafè e Rakì

– Ieri pomeriggio siamo andati da una famiglia che mi aveva chiesto una benedizione e abbiamo fatto l’ennesima esperienza dell’ospitalità albanese!
Ci hanno portato subito il rakì (una grappa che fanno in casa: “bio”), il formaggio bianco (tipico albanese, assomiglia alla feta greca) e uova sode. Come se non bastasse, ad un certo punto il papà è uscito ed è rientrato subito dopo con un pollo vivo in mano. Dopo cinque minuti, ucciso e pulito, era pronto per essere regalato, insieme ad una busta di uova.🤣

– L’altro giorno, invece, un ragazzo ci ha chiamato per un caffè. In realtà voleva sapere se nel villaggio c’è qualche brava ragazza seria da sposare… E fin qui, più o meno… La motivazione?
“Mamma comincia ad essere anziana, in casa c’è bisogno di qualcuno che l’aiuta” 😳😳😳

– Martedì scorso ho celebrato il terzo funerale dell’anno. C’era tanta gente a Dragushë, la chiesa era piena. Al momento della Comunione si sono alzati in 3/4, un po’ come sta cominciando a succedere anche in Italia! Mi ha colpito però che non sono venute a farla nemmeno chi la fa tutte le domeniche… Sto indagando sul motivo!!! Sembra che sia così anche nelle altre parrocchie.. 🤷

Alla fine forse, la sfida più grande che viviamo non è la lingua, pur difficilissima, ma la mentalità, le tradizioni, gli usi, la cultura… che spesso fatichiamo a capire e in cui non sempre riusciamo ad entrare!!! Una bella sfida… 🤔

In questo senso, la missione, mi diceva don Felice, ti insegna a sentirti straniero. Il trovarsi in una cultura “altra” rispetto a quella in cui sei cresciuto, richiede un cammino lungo di rispettoso avvicinamento e accoglienza. Si tratta di provare, almeno un po’, a rovesciare la prospettiva e ad essere noi gli “ospiti”, gli “stranieri”. 🎊

Ti insegna anche a vivere portando nel cuore domande profonde: “Come annunciare il Vangelo?”, “Cos’è prioritario nella pastorale?”, “Come incidere in questa cultura?”.

(Per approfondire leggete: Felice Tenero, Missione, Gabrielli Editore)

Da domani sarò a Pescara per una settimana. Questi gli appuntamenti:

✅ Mercoledì 19 febbraio:
h. 8:30 – S. Messa “S. Giovanni e S. Benedetto”

✅ Giovedì 20:
h. 8:30 – S. Messa “S. Giovanni e S. Benedetto”
h. 21:00 – Incontro del CMD

✅ Venerdì 21:
h. 8:30 – S. Messa “S. Giovanni e S. Benedetto”

✅ Sabato 22:
h. 18:30 – S. Messa “Spirito Santo” – Pescara

✅ Domenica 23:
h. 8:30 – S. Messa “S. Nunzio”
h. 11:00 – S. Messa “Maria Madre della Chiesa”
h. 18:00 – S. Messa ” Gesù Bambino”

✅ Lunedì 24:
h. 7:30 – S. Messa “Monastero del Carmelo”

Buona settimana a tutti,
speriamo di incontrarci… 🙏

05 febbraio: Inverno albanese

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La chiesa del villaggio di Baqel

Carissimi,
sono passate due settimane dall’ultima volta che vi ho scritto! 🤷
Siamo entrati nell’inverno albanese. Le giornate sono molto corte, fa buio presto. Avendo spostato il catechismo alla domenica per permettere ai ragazzi del gruppo giovani di essere presenti e di guidare i gruppi, durante la settimana siamo abbastanza liberi in parrocchia. ☺

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Chierichetti del villaggio di Baqel

Mariapalma il lunedì e il giovedì torna l’intera giornata a Gjader per dare una mano in casa famiglia! Il mercoledì, invece, lei e Tiziana vanno a cucinare alla Casa della Carità a Vau Dejes per aiutare le Suore di Reggio Emilia.
Io invece sto continuando ad andare a Scutari per la lingua, ma con meno regolarità, e si vede (e si sente ☺). Qualche volta sostituisco i parroci vicini o perché ammalati o perché all’estero, a Dajc o a Baqel o a Khodel! 🤷🏻‍

Questa settimana abbiamo fatto il primo funerale dell’anno a Mabë, una signora di 82 anni colpita da ictus diversi mesi fa. Sono stato contento perché a Natale le avevamo portato la Comunione e, qualche giorno prima che morisse, anche l’olio santo in presenza delle figlie tornate apposta dall’Italia!

Il giorno del funerale siamo andati io e Goffredo a dire un’ultima preghiera a casa. Appena si arriva, la prima cosa da fare è stringere la mano e fare le condoglianze agli uomini di casa. Si mettono in fila, uno accanto all’altro, all’ingresso ad accoglierti. Le donne invece sono intorno alla bara. Ci viene offerto un caffè e il raki (simile alla grappa).

Preghiamo insieme un salmo, poi in processione andiamo direttamente al cimitero (non c’è l’abitudine di celebrare la Messa, solo raramente). La casa è vicina al cimitero, c’è solo da attraversare l’autostrada che in questo periodo però non è molto trafficata.
Tantissime le persone presenti. La famiglia è molto conosciuta.
Al cimitero la bara, ancora aperta, e stats poggiata per terra. Abbiamo fatto una liturgia della Parola, con un brano del Vangelo e la preghiera dei fedeli. Si conclude la preghiera ripetendo diverse volte l’eterno riposo. Il sacerdote dice “Jepu, o Zot, pushimin e pasosur” (L’eterno riposo dona loro o Signore), e tutti rispondono: “dhe i shndrittë drita e pambaruar!” (E splenda ad essi la luce perpetua), per 10 volte. Poi il sacerdote dice: “Pushofshin ne paqe!” (che riposi in pace) e tutti rispondono: “Ashtu qofte!” (così sia) per 3 volte! 🙏

Siamo entrati dentro il cimitero e ho benedetto la tomba vuota. Hanno poi chiuso la bara con quattro chiodi e l’hanno scesa con delle funi. Ci si getta sopra un po’ di terra ciascuno.
A questo punto il nipote più grande ha preso la parola per ringraziare tutti di essere intervenuti, di aver partecipato, di aver condiviso il loro dolore e per invitare tutti al ristorante per pranzare insieme!
Si lascia il cimitero per andare a prendere le macchine, non senza aver prima salutato tutti i familiari (uomini e donne questa volta) che in fila, erano già pronti a ringraziare!🍻

Al ristorante eravamo sicuramente più di un centinaio di persone, divisi in tavoli da 8. Hanno cominciato subito a portarci i piatti già preparati… I parenti più stretti giravano i tavoli per salutare e ringraziare.
Anche qui, alla fine del pranzo, tutti i parenti, in fila per l’ultimo ringraziamento, appena fuori dal locale!👋

Nel 2019, nei due villaggi, abbiamo celebrato 15 i battesimi (di cui però 8 di famiglie che vivono in Italia), 26 cresime (non le facciamo tutti gli anni), 4 matrimoni (di cui 2 che vivono in Italia) e 6 funerali (3 in un villaggio e 3 nell’altro).🙏

Secondo Goffredo, rispetto agli altri anni, sono molti meno gli albanesi che tornano in Albania, non solo per vivere, ma anche per celebrare i sacramenti, o semplicemente per festeggiare il Natale o la Pasqua in famiglia!

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Amici francescani e carmelitani

Questa settimana abbiamo invitato a cena amici cappuccini e carmelitani vicini per una serata “abruzzese”. Ovviamente abbiamo mangiato… 😉
Lunedì ho fatto visitare, per la prima volta, la nostra missione a Suor Rosa delle suore di Ravasco di Scutari.

Un abbraccio a tutti! Vi penso… ☺