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Parte don Massimo, la missione resta

E’ trascorso quasi un mese dal congedo di don Massimo, sia dalla missione e sia dal blog. Già ne sentiamo la mancanza, sia perché il suo stare con noi in Albania ha fatto la differenza, sia perché scrivere per raccontare non è il mio forte e già so che sarà difficile tenere il suo ritmo di fedeltà al racconto. Proprio quest’ultimo aspetto dice molto sulla mancanza che già sentiamo di lui. In una realtà sfuggente, dove lo zapping dal televisore si è spostato sui nostri telefoni tanto che non arriviamo quasi mai in fondo a nessun post, figuriamoci poi ad un articolo, don Massimo rappresenta l’eccezione di chi sulle reti sociali, oltre a scrivere, legge fino in fondo. A noi, che abbiamo vissuto con lui, lascia il raro privilegio di esserci sentiti davvero ascoltati e di aver potuto, con l’aiuto di Dio e senza nascondere mai le differenze di vedute, saper costruire e custodire l’armonia della nostra piccola comunità missionaria.

Mentre in terra di Albania restiamo io, mia moglie Tiziana e Mariapalma, in stato di missione restiamo tutti. Sicuramente don Massimo ci resterà vicino e ci accompagnerà con il suo esserci a prescindere dalle distanze. Mentre, ci auguriamo, la Chiesa di Pescara-Penne non spegnerà i riflettori sulla realtà missionaria della diocesi, considerandosi già coi “remi in barca”. Carissime comunità parrocchiali della nostra diocesi, siamo all’ultimo anno del nostro terzo mandato triennale. Forse l’anno prossimo rientreremo o forse no. Non dipende solo da noi, ma dal discernimento che tutti siamo chiamati a fare. Possono terminare un mandato missionario e una missione? Certamente si! Ma l’essere costantemente in stato di missione non è forse un segno distintivo di ciascun battezzato? In quali luoghi dell’umanità, dunque, vogliamo andare? Qui in Albania ce n’è uno e le attività pastorali della missione sono iniziate a pieno ritmo e noi desideriamo, con l’aiuto di Dio, donarci alla comunità che la Chiesa di Pescara-Penne e quella di Sapa, in Suo nome, ci hanno donato.

Ciao, alla prossima. Goffredo

Mabë, 24 Agosto 2020

Carissimi,
sono in camera a Mabë. Provo a scrivere qualcosa, ma questa volta è più difficile. In questi giorni sto preparando le valigie, togliendo i quadretti di cartone delle foto dalle pareti, mettendo le ultime firme…

Sabato sera abbiamo celebrato la Messa di ringraziamento all’aperto a Mabë con il vescovo Simon e tante persone.

Il servizio in Albania finisce così un anno prima del previsto e da un lato me lo aspettavo. È anche giusto. È tempo che l’Albania cammini con le sue gambe, con le sue forze e, forse, è anche tempo che cominci a restituire quello che ha ricevuto. Più volte ne abbiamo parlato con il vescovo. I tempi e i modi avrebbero potuto essere diversi.

Per la diocesi di Pescara mi spiace molto.
Il gemellaggio, infatti, era nato sia per rispondere ad una richiesta di aiuto, da parte di un vescovo amico albanese, sia per aprire la diocesi di Pescara alla missione ad gentes E dare la possibilità a chi lo desiderasse di vivere un’esperienza missionaria a due passi da casa respirando l’essenza della chiesa, la sua varietà, la sua universalità.

La realtà però è stata diversa. Ormai sono sei anni, per esempio, che gli Uffici Diocesani non propongono più esperienze in Albania, né ai giovani, né alle famiglie, né agli studenti. Nemmeno le associazioni più sensibili come gli Scout e l’Azione Cattolica lo hanno più fatto…
Ho provato a chiedere ai Vicari di venire a trovarci, ai responsabili degli uffici di venire a prendersi un caffè. Le priorità sono altre, lo capisco.
Chiaramente però, così facendo, ha perso di senso la nostra presenza: non siamo infatti qui per nostra scelta, ma perché inviati a nome di tutta la diocesi.

Anche questo forse è un segno che i tempi stanno cambiando. La missione non ha più il fascino di prima. C’è da ripensarla…

La presenza sul nostro territorio di molti fratelli e sorelle immigrati ha infatti cambiato drasticamente anche il modo di vedere la missione. È come se, finché sono stati lontani, la loro povertà ci dispiaceva e si moltiplicavano le iniziative, oggi, visti da vicino, e spinti da giornalisti e giornali improponibili che cavalcano gli istinti più bassi, ci danno fastidio, ci sentiamo accerchiati, assediati, abbiamo paura. La loro povertà, che è il motivo principale delle loro partenze, non ci interessa più, non ci riguarda.

Anche dall’Albania scappano tutti. Migranti economici chiaramente… Solo che hanno fratelli, sorelle, zii, cugini, in Italia che li ospitano. Non finiscono sicuramente nei centri!
Sanno delle difficoltà che ci sono in Italia, ma la scuola è comunque di molto migliore, la sanità è comunque migliore, l’aspettativa di vita è migliore, e poi, se lavori, guadagni almeno 800/900€ al mese contro i 130/150€ di qui. Ma soprattutto, prima di tutto, c’è la speranza di un futuro diverso, migliore, per i propri figli!

D’altra parte l’esperienza del lockdown è stata veramente forte per me. Ha suscitato tantissime riflessioni… Ecco, quest’anno vorrei provare a riprenderle, a non farle scivolare via così. È tempo di grazia, di cambiamenti possibili, sia dentro che fuori di noi. Abbiamo avuto troppa fretta forse di tornare alla vita di prima.

L’Albania mi ha insegnato la lentezza, la cura delle relazioni, ma soprattutto il valore del tempo. Spero di non dimenticarlo.

Non so ancora dove andrò, penso sia questione di giorni ormai. Tornando in Italia dovrò fare di nuovo la quarantena. Potrò uscire dopo la metà di settembre! Vi terrò aggiornati.

Toccherà a Goffredo, Tiziana e Palma, se lo vorranno, continuare il blog. Per me scrivere con puntualità è stata una scelta e un dovere di restituzione rispetto a chi mi aveva inviato. Capisco però anche che siamo diversi e non è un limite, ma una ricchezza…

A presto!
Faleminderit Shqiperia…

 

30 luglio: Attività con i giovani a Mabë

Carissimi,
Vi scrivo dalla quarantena. Sono in Italia, a Pescara, in casa! Ho fatto il test sierologico e domani dovrò fare il tampone. In Albania i casi stanno aumentando anche se lentamente, ma i controlli sono pochi.

Come vi avevo accennato nell’ultimo articolo del blog, di ritorno dalla missione in montagna, da martedì 14 a domenica 19 abbiamo organizzato in parrocchia un Grest sulla figura biblica di Davide per i ragazzi dei nostri villaggi dalla 1 elementare al 1 superiore!

31 lug 04

 

Sono stati una cinquantina i ragazzi di Mabë e Dragushë che hanno partecipato (tanti, non ce lo aspettavamo) e una decina i giovani che, insieme con noi, hanno reso possibile le attività, tutti i giorni dalle 16:30 alle 19:30.
Io mi sono occupato di andare a prendere e riportare i ragazzi che abitano più lontano e di organizzare la merenda!

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I giovani sono stati proprio bravi. Alcuni hanno avuto la responsabilità dei 6 gruppetti in cui abbiamo diviso i ragazzi (Tiziana si è press cura dei piccoli), altri di occuparsi dell’organizzazione dei giochi insieme con Goffredo. Palma ha fatto le catechesi e supervisionato!

31 lug 06

Abbiamo concluso il Grest domenica con la celebrazione pomeridiana della
Messa, una foto conclusiva e una cena all’aperto con i giovani con carne di maiale alla brace (zgare) com’è di tradizione in Albania!

Lunedì 20 luglio ho celebrato il primo matrimonio dell’anno. I ragazzi hanno voluto sposarsi a Scutari in Cattedrale. Eravamo 5 adulti e 3 bambini! Questo il regalo per me…

Io resterò in Italia un mesetto. Due settimane in isolamento e due “a spasso”!!!
Dovrei rientrare in Albania intorno al 20 agosto… Speriamo di vederci!

Un abbraccio a tutti.

15 luglio 2020: La settimana della missione nei villaggi in montagna

Carissimi,
vi scrivo di rientro dalla settimana trascorsa tra i villaggi di montagna nel nord est dell’Albania, ai confini con il Kosovo.
Tutti gli anni la diocesi di Sapa organizza 3 settimane di animazione nei villaggi più lontani e isolati che non hanno il sacerdote.

15 lug 06Noi siamo potuti andare solo dal 5 al 12 luglio. Di Mabë eravamo in 11. Io, Goffredo, Tiziana, Palma e 7 giovani! In tutto in casa eravamo 26: tre sacerdoti, nove suore e 15 laici. Ogni mattina, dopo la Messa e la colazione, divisi in gruppetti giravamo i villaggi per incontrare le famiglie, per fare catechesi in preparazione ai sacramenti e per organizzare attività con i bimbi…

Mi colpisce molto la preoccupazione della chiesa albanese di regolarizzare i sacramenti. Sia la suora che l’assistente pastorale che mi hanno accompagnato nelle case insistevano proprio tanto nel chiedere che tutti ricevessero i sacramenti!

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Quest’anno ho visitato tre villaggi vicino al lago: Curray, Shen Gjergj e Markaj! In media una decina le famiglie che vivono in estate in questi villaggi, ma essendo le case molto distanti l’una dall’altra ci vuole molto tempo. Riuscivamo a farne non più di 8/9 ogni giorno… I posti sono bellissimi, incantevoli, ma le case sono spesso lontane dalla strada asfaltata (anche un paio di ore) e lontanissime dai centri abitati più grandi. La vita non dev’essere affatto semplice.

 

Nel fine settimana ho celebrato diverse Messe. Sabato mattina siamo andati con tutti i giovani a celebrare a Apirre Gurit, un villaggio di 16 famiglie aldilà del fiume. Per arrivare abbiamo dovuto prendere la barca!!! Bellissimo… Abbiamo pensato tutti alla Contea degli Hobbit!

Per i ragazzi è un’esperienza bellissima. E difatti sono loro ogni anno a chiederci di venire. La vivono veramente in modo bello, con partecipazione, con entusiasmo.
Sicuramente a livello pastorale invece ci sarebbero tante domande da farsi e a cui rispondere, ma ho sempre più l’impressione che preferiamo non farle!

15 lug 02

Lunedì è stato il mio compleanno, ma non ho foto della festa!!! 🤷
Questa settimana invece, da martedì a domenica abbiamo fatto il Grest con i bimbi, ma ve lo racconterò tra qualche giorno!

Probabilmente in settimana riuscirò a ritornare in Italia, ma dovrò fare 14 giorni di isolamento volontario. Continueremo a sentirci via social almeno per queste prime due settimane… 👍

Un abbraccio da tutti noi da Mabë!

PS. Si, è vero, qui il virus e come se non ci fosse mai stato… 🤷

 

5 luglio 2020: Ripartiamo con le attività

Mabë, 5 luglio 2020

Carissimi, sono trascorse già altre due settimane.
Come in Italia, anche qui i contagi sono leggermente aumentati a causa di alcuni focolai, ma i numeri sono sempre molto bassi.
L’Europa ha comunque escluso l’Albania dall’elenco dei paesi terzi riaperti a luglio!

In parrocchia stiamo lentamente ricominciando le attività. Venerdì scorso abbiamo portato i ragazzi adolescenti a trascorrere una giornata diversa in Kosovo! Abbiamo visitato il monastero ortodosso di Deqan, veramente bellissimo!

5 luglio 03

Qui in diocesi dal 1 luglio è iniziata la consueta missione estiva nei villaggi in montagna ai confini con il Kosovo.
Io questa settimana sono rimasto a Mabë per sostituire il parroco vicino per le Messe e i funerali. Oggi pomeriggio, dopo aver celebrato le Messe festive, li raggiungo insieme ad un gruppo di ragazzi della parrocchia. Resteremo una settimana, fino a domenica prossima. Ci vogliono quasi 4 ore di macchina. Sono strade di montagna, asfaltate, ma strette e piene di curve.
Vi racconterò la prossima settimana!

Un abbraccio a tutti…