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18 giugno 2020: Aggiornamenti da Mabë

Carissimi,
Vi scrivo meno frequentemente perché ci sono meno novità. Durante il lockdown ho provato ad aggiornare il blog settimanalmente perché tanti ci chiedevano come stavamo.😉

In questo periodo abbiamo ancora tanto tempo a disposizione anche se abbiamo ricominciato un po’ tutto tranne il catechismo dei bambini e dei ragazzi. Questo mi fa riflettere molto. Significa che alla fine è la dimensione della pastorale parrocchiale che ci prende più tempo. E non è il massimo!🙄

Attualmente Goffredo incontra gli adolescenti (16/17 anni) tre volte a settimana (il martedì e il giovedì per giocare a pallavolo e il sabato per l’incontro di catechesi) mentre i giovani (18/28 anni) la domenica pomeriggio!

Giocare a pallavolo in Albania piace tantissimo, ma in realtà Goffredo lo ha pensato anche per dare la possibilità alle ragazze di uscire di casa, cosa che non è scontata per una ragazza albanese.
Più passa il tempo più mi accorgo che l’Albania pur essendo molto vicina, ha una storia e una cultura diversissime. La terra, il clima, le verdure e la frutta sono gli stessi, ma le abitudini e le tradizioni sono diversissime.😲

Incontro famiglie

Ogni due settimane la domenica incontriamo anche un gruppetto di famiglie (4) per un momento di preghiera e di condivisione sul Vangelo della domenica.

Tiziana ha ripreso ad andare ad aiutare il mercoledì alla Casa della Carità!

La settimana scorsa con alcuni ragazzi grandi siamo stati a Tirana a trovare Armando, un ragazzo di Mabë, responsabile dei ministranti, che lavora a Tirana in un call center e che da un paio di mesi non riesce a tornare a casa.


Da loro ho saputo, in macchina al ritorno, che tre famiglie della parrocchia hanno vinto qualche giorno fa la lotteria americana (la green card) e che quindi andranno via presto, il tempo di preparare i documenti!!! 🙄

In compenso sono ricominciati gli incontri nazionali e diocesani. A livello nazionale siamo stati convocati due volte, sempre a Scutari, la prima volta per parlare di pedofilia, la seconda oggi per riflettere sul tipo di chiesa che vogliamo dopo il Covid!

A livello diocesano ci siamo incontrati per l’anniversario della morte del vescovo Luciano e per programmare le attività estive. Si è pensato di fare la missione estiva in montagna le prime due settimane di luglio e poi un po’ di Grest in parrocchia, sempre se le condizioni lo consentono.

Domenica scorsa a Messa sono venute a trovarci due suore di Ravasco che vivono a Scutari. Una messicana che viene da Collecorvino (😉), l’altra italiana, da Casacanditella in provincia di Chieti. Ha quasi 80 anni ed è in Albania da 26!!!😲

I voli aerei e i traghetti per l’Italia ci sono, ma essendo l’Albania fuori dalla UE e fuori anche dall’area Shengen, sono ancora vigenti le restrizioni in entrata come l’isolamento fiduciario obbligatorio per 14 giorni… 🤷🏻‍♂

Speriamo a presto!!!
Un abbraccio a tutti… 🙏

01 Giugno 2020: La fase due in Albania

Carissimi,
qui a Mabë, nonostante solo da oggi 1 giugno siano state tolte le misure restrittive e si può circolare liberamente, in realtà è da quasi un mese che non c’è più distanziamento sociale e nessuno porta più mascherine o guanti… Speriamo bene!

Sabato scorso abbiamo celebrato in Cattedrale a Vau Dejes la Messa Crismale, con la benedizione degli olii, alla presenza di tutti i sacerdoti, religiosi e religiose.
Dopo la Messa, come di tradizione, siamo stati a pranzo insieme. A Tiziana è stato chiesto il dolce. Eravamo in tutto una sessantina!

A pranzo ho avuto conferma che in Albania vige la teoria complottista rispetto al virus…

Nel pomeriggio sono andato a sostituire d. Enzo nel villaggio di Baqel per la Messa. È simpatico che non ci si scambia il segno della pace, ma ci si prende per mano per dire il Padre Nostro!!!

In queste settimane abbiamo fatto qualche incontro di preparazione al matrimonio ad una coppia del villaggio, già sposati in comune e con due figli. Li abbiamo incontrati anche sabato 30 pomeriggio per le ultime carte. Non avevano ancora scelto i testimoni quindi non hanno saputo darci una data probabile per la celebrazione. Domenica mattina verso le 7:30 chiamano Goffredo per dirci che volevano sposarsi alle 10:00!

Domenica 31 allora, al mattino, abbiamo celebrato nei nostri due villaggi le Messe di Pentecoste alle 9:00 e alle 11:00 e il matrimonio alle 10:00 poi, nel pomeriggio, abbiamo festeggiato i 25 anni di matrimonio di Goffredo e Tiziana, prima con i giovani (con un momento di preghiera e un aperitivo), poi con il gruppo famiglie (con un momento di preghiera e la cena!).

 

Questa mattina è capitato di dover fare servizio ambulanza per accompagnare un signore al Pronto Soccorso, molti nel villaggio non hanno la macchina e non ancora è stato ripristinato il servizio dei pulmini sull’autostrada.
Al ritorno ho riaccompagnato a casa una signora del villaggio che si è operata di appendicite!

Dovremo incontrarci con il vescovo Simon la settimana prossima per definire gli impegni estivi diocesani: la missione in montagna, i campi estivi…

Vi abbraccio.

Buona fase 2!

24 maggio: Proposte di celebrazioni per vivere la domenica anche in casa

Mabë, 24 maggio

In Italia si è tornati a celebrare in parrocchia da lunedì scorso, anche se con mille attenzioni a causa di una pandemia non ancora completamente superata…

Oggi è la prima domenicanin cui si celebra dall’8 marzo.

Sarà una celebrazione particolare, un po’ ingessata…

Ho pensato di continuare ad offrire questi sussidi almeno per questa settimana!

Uno è per la preghiera in famiglia, uno per la preghiera personale!

Buona domenica 🙏

Preghiera Personale II Pasqua – Ascensione

Celebrazione in famiglia VII Pasqua – Ascensione

17 maggio: Proposte di celebrazioni per la domenica

Mabë, 17 maggio

Da domenica prossima si potrà tornare a celebrare nelle parrocchie, anche se con mille attenzioni a causa di una situazione non ancora completamente risolta…

Ho pensato di continuare ad offrire questo sussidio per chi vorrà continuare ad utilizzarlo a casa e non perdere questa bella dimensione di chiesa domestica che abbiamo riscoperto.

Ovviamente ogni contributo, suggerimento e/o critica è ben accetto..

Buona domenica…

Animazione liturgica VI Pasqua

Preghiera Personale VI Pasqua

 

…buona preghiera! 🙏

14 maggio: L’Albania prova a ripartire

Mabë, 14 maggio 2020

Carissimi,
dopo due mesi di quarantena penso si possa dire che il virus abbia risparmiato l’Albania. In una popolazione di circa 2,5 milioni di abitanti sono stati circa 800 i contagiati accertati e 31 le vittime!

Lentamente il paese sta tornando alla normalità, da lunedì 11 per esempio è stato tolto il divieto alla mobilità con automezzi privati! Stanno riaprendo le attività commerciali e i servizi, e lunedì 18 riapriranno anche i bar e i ristoranti ma senza le prescrizioni che ci saranno in Italia. Speriamo bene!

14 maggio 05ùAnche i vescovi albanesi già da domenica scorsa hanno permesso la ripresa delle celebrazioni e delle attività parrocchiali, ad esclusione del catechismo ai bambini e ai ragazzi. Le Messe possono essere celebrate in chiesa nei giorni feriali, “fuori” nei festivi.
Domenica a Mabë e a Dragushë a Messa non c’erano tante persone, una settantina in tutto, rispetto alle 100/110 solite.
Mi ha colpito molto il modo bello in cui sono venuti a fare la Comunione: per quasi tutti era la prima volta che la ricevevano sulla mano (non si usa), ma lo hanno fatto con attenzione e cura.

In Albania non ci sono particolari disposizioni per la celebrazione della Messa, a parte togliere le acquesantiere e omettere il segno della pace. Io ho scelto di lavarmi le mani con il sapone appena prima della Comunione.

Abbiamo ricominciato gli incontri con le famiglie ogni 15 giorni (sono 4 a partecipare, abbastanza assidue), e con i giovani, ogni settimana (sono curca quindici, dai 17 ai 26 anni).
Domenica scorsa, stranamente perché non è abitudine albanese, hanno condiviso molto della paura vissuta in questi mesi.

Ho seguito a distanza il dibattito in Italia circa la celebrazione delle Messe.
Mi sono molto interrogato, ma non saprei dirvi cosa avrei fatto se fossi stato in Italia.
Forse avrei aspettato ancora un po’.
Forse avrei provato a pensare con il Consiglio Pastorale qualche soluzione che permetteva di non perdere la dimensione fraterna e comunitaria, e non escludere nessuno (all’aperto per esempio?).
Ma dove non si può? Dove non ci sono gli spazi? Le parrocchie con chiese piccole? Le parrocchie con parroci anziani?
Non è facile.

In questi due mesi abbiamo avuto l’occasione per provare una riflessione coraggiosa sulla nostra identità sia come chiesa, che come cristiani! Un’occasione forse unica nella storia in cui, a “bocce ferme”, senza dover rincorrere l’orologio e scappare da un impegno all’altro, si poteva fare seriamente discernimento comunitario. Speriamo di averlo fatto.

Papa Francesco in questi anni ci sta chiedendo con forza, per esempio, di essere chiesa “in uscita” con le “porte aperte” al mondo, bene, quale occasione migliore di questa in cui non potevamo entrare in chiesa per provare a esserlo veramente?
I primi cristiani, perseguitati per la loro fede, fuggivano di città in città e così il Vangelo si è diffuso dentro e fuori i confini di Israele. La persecuzione è stata uno dei “motori” della prima evangelizzazione.
E se lo Spirito oggi ci sta spingendo a cercare il Signore “fuori” dai luoghi sacri in cui siamo abituati a trovarlo, e dove lui ugualmente abita: nelle nostre case, nelle nostre strade, nelle nostre vite?

Don Tonino Bello, trent’anni fa, parlava dell’urgenza di “slegare il Signore Gesù dai ceppi con i quali tanti buoni cristiani lo tengono quasi sotto sequestro, a loro uso e consumo personale… Con le porte delle chiese che si aprono solo verso l’interno e non si spalancano con eguale convinzione sulla piazza della vita…”. Diceva “bisogna fare in modo che la celebrazione del rito, attraverso la nostra testimonianza raggiunga i cortili, entri nei condomini e afferri l’uomo nei cantieri della sua quotidianità”.

Siamo spinti dallo Spirito a giocare “in trasferta” e non sempre e solo entro le mura di casa?

Scusatemi.

Tante le domande che mi frullano in testa alla luce delle provocazioni quotidiane del Papa e degli avvenimenti di questi mesi.

Pensavo per me alla necessità di riflettere su:
– una conversione missionaria (riprendendo in mano la Bibbia e non solo per cercare i versetti durante una catechesi),
– una conversione ecclesiale (sinodale e laicale, dove il sacerdote non è solo)
– una conversione sociale (che tocchi e trasformi la vita concreta, quello che si legge…).

Proverò a scrivere qualcosa, ma non sul blog, tranquilli!!!

14 maggio 01Intanto da qualche settimana le tartarughe si sono svegliate ed è sempre più facile incontrarle per strada o nel giardino della parrocchia…

L’orto e la generosità dei frati cappuccini, nostri vicini, ci permettono di assaggiare primizie che in Albania non usano e non coltivano (carciofi, piselli, cecerchie e… fave!!!) mentre aspettiamo i frutti dell’orto di Tiziana…

E il Vangelo di queste domeniche ci ricorda il fine per cui siamo creati, l’unico comandamento da seguire, la fonte della gioia piena… amare, amare, amare!

Per primi, sempre, tutti…

Buona vita!

Ps.: Anche rispetto alla vicenda di Silvia Romano sto riflettendo molto. In questi due anni ho sentito dire di tutto su questa ragazza, sin dal giorno del rapimento. Sto cercando di elaborare il perché… Non riesco a capire perché dinanzi a ragazzi e ragazze che hanno il coraggio di scelte “controcorrente” (chiaramente con tutti i limiti dell’età, senza essere perfetti, ma almeno si giocano) si scatena una quantità tale di cattiveria che lascia perplessi… Ci devo ragionare su! Non so se dipende dai social, che ci permettono di dire quello che pensiamo senza tanti filtri, ma io questa Italia fatico a riconoscerla…

Che ci è successo? Cosa ci sta “imbarbarendo” così? Non lo so…

Mi fa paura l’incapacità di gioire per le cose belle, si va sempre a cercare il però, il ma… Immagino che anche il papà di Silvia vorrà capire cos’è successo, sicuramente ci parlerà…
Ora però non è il momento di entrare nel merito dei soldi, dei terroristi, del terzo mondo, della conversione, dell’Islam radicale e degli attentati… Domani ci sarà il tempo per una riflessione. Oggi è il tempo degli abbracci, della festa… Ricordo un fratello nel Vangelo che rimase fuori una festa, senza entrare… Era il fratello che si pensava “giusto”! Ricordo anche cosa fece il Padre…