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24 maggio: Proposte di celebrazioni per vivere la domenica anche in casa

Mabë, 24 maggio

In Italia si è tornati a celebrare in parrocchia da lunedì scorso, anche se con mille attenzioni a causa di una pandemia non ancora completamente superata…

Oggi è la prima domenicanin cui si celebra dall’8 marzo.

Sarà una celebrazione particolare, un po’ ingessata…

Ho pensato di continuare ad offrire questi sussidi almeno per questa settimana!

Uno è per la preghiera in famiglia, uno per la preghiera personale!

Buona domenica 🙏

Preghiera Personale II Pasqua – Ascensione

Celebrazione in famiglia VII Pasqua – Ascensione

17 maggio: Proposte di celebrazioni per la domenica

Mabë, 17 maggio

Da domenica prossima si potrà tornare a celebrare nelle parrocchie, anche se con mille attenzioni a causa di una situazione non ancora completamente risolta…

Ho pensato di continuare ad offrire questo sussidio per chi vorrà continuare ad utilizzarlo a casa e non perdere questa bella dimensione di chiesa domestica che abbiamo riscoperto.

Ovviamente ogni contributo, suggerimento e/o critica è ben accetto..

Buona domenica…

Animazione liturgica VI Pasqua

Preghiera Personale VI Pasqua

 

…buona preghiera! 🙏

14 maggio: L’Albania prova a ripartire

Mabë, 14 maggio 2020

Carissimi,
dopo due mesi di quarantena penso si possa dire che il virus abbia risparmiato l’Albania. In una popolazione di circa 2,5 milioni di abitanti sono stati circa 800 i contagiati accertati e 31 le vittime!

Lentamente il paese sta tornando alla normalità, da lunedì 11 per esempio è stato tolto il divieto alla mobilità con automezzi privati! Stanno riaprendo le attività commerciali e i servizi, e lunedì 18 riapriranno anche i bar e i ristoranti ma senza le prescrizioni che ci saranno in Italia. Speriamo bene!

14 maggio 05ùAnche i vescovi albanesi già da domenica scorsa hanno permesso la ripresa delle celebrazioni e delle attività parrocchiali, ad esclusione del catechismo ai bambini e ai ragazzi. Le Messe possono essere celebrate in chiesa nei giorni feriali, “fuori” nei festivi.
Domenica a Mabë e a Dragushë a Messa non c’erano tante persone, una settantina in tutto, rispetto alle 100/110 solite.
Mi ha colpito molto il modo bello in cui sono venuti a fare la Comunione: per quasi tutti era la prima volta che la ricevevano sulla mano (non si usa), ma lo hanno fatto con attenzione e cura.

In Albania non ci sono particolari disposizioni per la celebrazione della Messa, a parte togliere le acquesantiere e omettere il segno della pace. Io ho scelto di lavarmi le mani con il sapone appena prima della Comunione.

Abbiamo ricominciato gli incontri con le famiglie ogni 15 giorni (sono 4 a partecipare, abbastanza assidue), e con i giovani, ogni settimana (sono curca quindici, dai 17 ai 26 anni).
Domenica scorsa, stranamente perché non è abitudine albanese, hanno condiviso molto della paura vissuta in questi mesi.

Ho seguito a distanza il dibattito in Italia circa la celebrazione delle Messe.
Mi sono molto interrogato, ma non saprei dirvi cosa avrei fatto se fossi stato in Italia.
Forse avrei aspettato ancora un po’.
Forse avrei provato a pensare con il Consiglio Pastorale qualche soluzione che permetteva di non perdere la dimensione fraterna e comunitaria, e non escludere nessuno (all’aperto per esempio?).
Ma dove non si può? Dove non ci sono gli spazi? Le parrocchie con chiese piccole? Le parrocchie con parroci anziani?
Non è facile.

In questi due mesi abbiamo avuto l’occasione per provare una riflessione coraggiosa sulla nostra identità sia come chiesa, che come cristiani! Un’occasione forse unica nella storia in cui, a “bocce ferme”, senza dover rincorrere l’orologio e scappare da un impegno all’altro, si poteva fare seriamente discernimento comunitario. Speriamo di averlo fatto.

Papa Francesco in questi anni ci sta chiedendo con forza, per esempio, di essere chiesa “in uscita” con le “porte aperte” al mondo, bene, quale occasione migliore di questa in cui non potevamo entrare in chiesa per provare a esserlo veramente?
I primi cristiani, perseguitati per la loro fede, fuggivano di città in città e così il Vangelo si è diffuso dentro e fuori i confini di Israele. La persecuzione è stata uno dei “motori” della prima evangelizzazione.
E se lo Spirito oggi ci sta spingendo a cercare il Signore “fuori” dai luoghi sacri in cui siamo abituati a trovarlo, e dove lui ugualmente abita: nelle nostre case, nelle nostre strade, nelle nostre vite?

Don Tonino Bello, trent’anni fa, parlava dell’urgenza di “slegare il Signore Gesù dai ceppi con i quali tanti buoni cristiani lo tengono quasi sotto sequestro, a loro uso e consumo personale… Con le porte delle chiese che si aprono solo verso l’interno e non si spalancano con eguale convinzione sulla piazza della vita…”. Diceva “bisogna fare in modo che la celebrazione del rito, attraverso la nostra testimonianza raggiunga i cortili, entri nei condomini e afferri l’uomo nei cantieri della sua quotidianità”.

Siamo spinti dallo Spirito a giocare “in trasferta” e non sempre e solo entro le mura di casa?

Scusatemi.

Tante le domande che mi frullano in testa alla luce delle provocazioni quotidiane del Papa e degli avvenimenti di questi mesi.

Pensavo per me alla necessità di riflettere su:
– una conversione missionaria (riprendendo in mano la Bibbia e non solo per cercare i versetti durante una catechesi),
– una conversione ecclesiale (sinodale e laicale, dove il sacerdote non è solo)
– una conversione sociale (che tocchi e trasformi la vita concreta, quello che si legge…).

Proverò a scrivere qualcosa, ma non sul blog, tranquilli!!!

14 maggio 01Intanto da qualche settimana le tartarughe si sono svegliate ed è sempre più facile incontrarle per strada o nel giardino della parrocchia…

L’orto e la generosità dei frati cappuccini, nostri vicini, ci permettono di assaggiare primizie che in Albania non usano e non coltivano (carciofi, piselli, cecerchie e… fave!!!) mentre aspettiamo i frutti dell’orto di Tiziana…

E il Vangelo di queste domeniche ci ricorda il fine per cui siamo creati, l’unico comandamento da seguire, la fonte della gioia piena… amare, amare, amare!

Per primi, sempre, tutti…

Buona vita!

Ps.: Anche rispetto alla vicenda di Silvia Romano sto riflettendo molto. In questi due anni ho sentito dire di tutto su questa ragazza, sin dal giorno del rapimento. Sto cercando di elaborare il perché… Non riesco a capire perché dinanzi a ragazzi e ragazze che hanno il coraggio di scelte “controcorrente” (chiaramente con tutti i limiti dell’età, senza essere perfetti, ma almeno si giocano) si scatena una quantità tale di cattiveria che lascia perplessi… Ci devo ragionare su! Non so se dipende dai social, che ci permettono di dire quello che pensiamo senza tanti filtri, ma io questa Italia fatico a riconoscerla…

Che ci è successo? Cosa ci sta “imbarbarendo” così? Non lo so…

Mi fa paura l’incapacità di gioire per le cose belle, si va sempre a cercare il però, il ma… Immagino che anche il papà di Silvia vorrà capire cos’è successo, sicuramente ci parlerà…
Ora però non è il momento di entrare nel merito dei soldi, dei terroristi, del terzo mondo, della conversione, dell’Islam radicale e degli attentati… Domani ci sarà il tempo per una riflessione. Oggi è il tempo degli abbracci, della festa… Ricordo un fratello nel Vangelo che rimase fuori una festa, senza entrare… Era il fratello che si pensava “giusto”! Ricordo anche cosa fece il Padre…

 

30 Aprile 2020: In Albania non ci sono ancora date certe

Carissimi,
il presidente Conte in Italia ha annunciato la fase 2 a partire dal 4 Maggio, qui in Albania siamo in attesa di novità. Non ci sono ancora date certe. I contagi sono arrivati a 766, le vittime ad oggi sono 30!

Nel villaggio, nonostante non siano cambiate le disposizioni ministeriali, la vita è tornata quella di prima. Ha riaperto il bar, il barbiere in realtà non avevo chiuso mai, mentre l’alimentari va oltre gli orari di apertura stabiliti.

Questa mattina ho fatto la benedizione al cimitero della salma di una vecchietta del 1917! Verso di me c’era un certo distanziamento “sociale”, ma tra di loro assolutamente no. Solo due persone portavano la mascherina e comunque dopo la benedizione, come di usanza in Albania, sono andati a pranzo al ristorante in autobus, tutti insieme.

30 apr

Il vescovo Simon ieri ha convocato in curia tutti noi sacerdoti (siamo 16) per ascoltare le nostre impressioni rispetto alle modalità di una prossima riapertura. Hanno deciso in Conferenza Episcopale di lasciare una certa libertà alle singole diocesi e il vescovo, prima di emanare un eventuale decreto, ha voluto sentire cosa pensavamo. Mi è piaciuto tanto.

Anche a me, in parrocchia, almeno per le questioni importanti, mi piaceva sentire il parere di più persone, in particolare del CPP.
Quante volte mi hanno fatto notare cose che non avevo visto o considerato!
Quante volte mi hanno sorpreso… D’altronde non abbiamo tutti ricevuto lo Spirito nel battesimo e nella cresima, o soltanto noi sacerdoti nel sacramento dell’ordine?

Mi ha colpito molto leggere sui social italiani l’indignazione di tantissimi rispetto alla mancata apertura del governo rispetto alla celebrazione delle Messe con popolo nelle parrocchie. Evidentemente è successo qualcosa in questi ultimi due anni, da quando cioè sono partito per l’Albania. Da parroco a Pescara avevo notato infatti una flessione importante nella frequenza alle Messe domenicali, il fatto che oggi così tanti si dicano indignati mi fa pensare che in questi ultimi anni deve esserci stata una vera e propria inversione di tendenza!!! 🤣🤣🤣

30 apr 01

Quella della riapertura sicuramente è una questione molto delicata, anche se mi ha colpito molto il tono usato dai vescovi nella lettera di risposta. Che ne pensate?

Secondo me questo digiuno ci sta facendo bene. Noi sacerdoti ci stiamo interrogando come non mai. Non potendo fare quello che facevamo prima siamo stati costretti a pensare e ad inventarci cose diverse ed abbiamo messo in campo una bella creatività (anche se il rischio di fare le cose di prima cambiando solo le modalità è altissimo 😉)

Alla fine la pastorale non si è mai fermata: si sta pregando tanto e nelle forme più diverse (che prima forse neanche proponevamo), la carità non è venuta meno anzi siamo riferimento sul territorio, abbiamo continuato a stare vicino alle persone… (Io non ho mai telefonato così tanto). D’altronde non ci lamentavamo, magari in momenti di scoraggiamento, del fatto che le parrocchie erano diventate supermercati del sacro e semplici distributori di sacramenti?

Forse ora capiamo anche meglio le richieste dei vescovi dell’Amazzonia o delle suore che vivono nelle montagne albanesi. Sono bastati due mesi di digiuno eucaristico per farci sperimentare cosa significa vedere il sacerdote qualche volta l’anno, come succede in tante parti del mondo!
Un paio di mesi fa siamo andati nel sud musulmano dell’Albania per tre giorni. Ci hanno ospitato suore francescane pugliesi. Indovinate la prima cosa che mi hanno chiesto? Di celebrargli Messa!

Nello stesso tempo però queste comunità sparse nel mondo hanno scoperto che Dio parla comunque, ed è l’esperienza che leggiamo nella Bibbia: distrutto il tempio e nella impossibilità di immolare sacrifici, il Popolo di Israele riscoprì la Parola di Dio e ricominciò a leggerla, a studiarla, ad ascoltarla e a udire in essa il sussurro di un Dio amante: «Ascolta, Israele».

Dovremmo aiutarci a non perdere nulla di questo deserto in cui siamo stati condotti. È un tempo di grazia anche se aspettiamo che il Signore ci aiuti a decifrarlo meglio.

30 apr 02

Ci credo che sia un momento di crescita per la nostra chiesa.
Non vorrei essere blasfemo, ma dietro certe richieste di riapertura non c’è una religiosità di cui ci lamentavamo e che era da purificare?

È tempo di scoprire che il Signore è realmente presente con il suo Spirito tra coloro che sono riuniti nel suo Nome; è presente nella Parola e continua realmente a “nutrire” chi la legge e la medita; il Signore vivo si fa prossimo nel povero e nei bisognosi. Il Signore è persino nel desiderio stesso dei sacramenti.
Ma soprattutto il Signore è vivo e presente nella vita, in tutto quello che facciamo!
Allora sì la Messa diventerà la celebrazione della vita vissuta uniti a Cristo durante la settimana. Alla fine il “pane” avrà anche un sapore diverso. Come quello di Emmaus, dove il Signore si è prima avvicinato ai discepoli, li ha ascoltati, ha aperto il libro della Parola e solo dopo ha spezzato il pane per loro. Che sia il paradigma di un nuovo modo di essere chiesa?

“Una Chiesa sicura solo del suo Signore, e, per il resto, debole. Ma non per tattica, bensì per programma, per scelta, per convinzione (…) Una Chiesa disarmata, che si fa “compagna” del mondo (…) Una Chiesa che condivide la storia del mondo. Che sa convivere con la complessità. Che lava i piedi al mondo senza chiedergli nulla in contraccambio, neppure il prezzo di credere in Dio…” (Don Tonino Bello)
Pensiamoci…

Certamente mi fa sorridere constatare che ero venuto in Albania proprio perché c’era bisogno di preti per celebrare Messe… 🤣🤣🤣

Un abbraccio virtuale!!!

PS. Per i voli internazionali ovviamente è presto…

20 aprile 2020: Una Pasqua diversa

Carissimi,
solo ieri mi sono accorto di non aver aggiornato il blog la settimana scorsa… 🤷
Probabilmente l’aver provato a rispondere ai tantissimi messaggi di auguri che mi sono arrivati mi ha dato come l’impressione di avervi scritto… 🤣🤣🤣

Innanzitutto allora grazie di cuore a tutti, è sempre bellissimo sapersi in comunione anche se distanti, e scusatemi il ritardo con cui vi raggiungo ora 😉.

Anche qui a Mabë siamo ancora in quarantena, il governo non ha stabilito date di riapertura, ma abitando in un villaggio, con case piuttosto sparse, la vita non è cambiata granché. Il bar che dovrebbe essere chiuso, in realtà apre tutte le mattine dalle 7:00 alle 8:00 ed è molto frequentato dagli uomini del villaggio… Per il resto si fa vita di campagna. I contagi, molto contenuti, sono arrivati a 586 con 26 vittime. 

È stata sicuramente una Settimana Santa unica, diversa, una Pasqua che speravamo fosse di risurrezione non solo interiore…

In Albania le chiese sono aperte, ma non si possono fare celebrazioni con i fedeli. Con Goffredo e Tiziana abbiamo scelto però di preparare tutto normalmente, anche se avremmo poi celebrato in tre. Abbiamo fatto la lavanda dei piedi e l’altare della reposizione il giovedì, l’adorazione e il bacio della croce il venerdì, la veglia pasquale con la benedizione del fuoco e la processione il sabato notte…

Domenica pranzo di Pasqua tipico abruzzese con brodo, ravioli…; lunedì dell’Angelo abbiamo mangiato “fuori” (sul piazzale!!!), menù ancora più abruzzese con gli immancabili…

21 apr 02

Siamo stati toccati anche noi dalle liturgie celebrate da Papa Francesco. Abbiamo scelto di partecipare a quella del venerdì straordinario e alla Via Crucis del Venerdì Santo. Due momenti veramente forti.🙏
In genere non mi piace assistere alla liturgia attraverso la televisione, e anche per questo ho provato a proporre tramite il CMD celebrazioni domenicali della Parola da fare a casa, ma in quelle due circostanze il Papa è riuscito con i suoi gesti, i suoi silenzi, le sue parole, a dare un messaggio forte all’umanità in una piazza San Pietro incredibilmente vuota! Il Papa è riuscito a riempirla e a dare voce al grido dell’umanità. La vita è entrata nella liturgia e la liturgia ha illuminato la vita! Tutti ne siamo stati partecipi, tutti siamo stati coinvolti, nonostante lo schermo.☺️

Anche ora viviamo giorni di silenzio, di preghiera (stiamo continuando a celebrare Messa tutti i giorni, con voi e per voi), di ascolto, di riflessione…

Tanti i pensieri, tante le suggestioni, tante le provocazioni, che non è facile ordinarli e organizzarli, ma sto provando a farlo, soprattutto pensando al dopo, a cosa cambiare…🤔

Che questi giorni di isolamento forzato siano il germe di un futuro diverso, doglie del parto di una nuova umanità e di una nuova chiesa!♥️