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30 Aprile 2020: In Albania non ci sono ancora date certe

Carissimi,
il presidente Conte in Italia ha annunciato la fase 2 a partire dal 4 Maggio, qui in Albania siamo in attesa di novità. Non ci sono ancora date certe. I contagi sono arrivati a 766, le vittime ad oggi sono 30!

Nel villaggio, nonostante non siano cambiate le disposizioni ministeriali, la vita è tornata quella di prima. Ha riaperto il bar, il barbiere in realtà non avevo chiuso mai, mentre l’alimentari va oltre gli orari di apertura stabiliti.

Questa mattina ho fatto la benedizione al cimitero della salma di una vecchietta del 1917! Verso di me c’era un certo distanziamento “sociale”, ma tra di loro assolutamente no. Solo due persone portavano la mascherina e comunque dopo la benedizione, come di usanza in Albania, sono andati a pranzo al ristorante in autobus, tutti insieme.

30 apr

Il vescovo Simon ieri ha convocato in curia tutti noi sacerdoti (siamo 16) per ascoltare le nostre impressioni rispetto alle modalità di una prossima riapertura. Hanno deciso in Conferenza Episcopale di lasciare una certa libertà alle singole diocesi e il vescovo, prima di emanare un eventuale decreto, ha voluto sentire cosa pensavamo. Mi è piaciuto tanto.

Anche a me, in parrocchia, almeno per le questioni importanti, mi piaceva sentire il parere di più persone, in particolare del CPP.
Quante volte mi hanno fatto notare cose che non avevo visto o considerato!
Quante volte mi hanno sorpreso… D’altronde non abbiamo tutti ricevuto lo Spirito nel battesimo e nella cresima, o soltanto noi sacerdoti nel sacramento dell’ordine?

Mi ha colpito molto leggere sui social italiani l’indignazione di tantissimi rispetto alla mancata apertura del governo rispetto alla celebrazione delle Messe con popolo nelle parrocchie. Evidentemente è successo qualcosa in questi ultimi due anni, da quando cioè sono partito per l’Albania. Da parroco a Pescara avevo notato infatti una flessione importante nella frequenza alle Messe domenicali, il fatto che oggi così tanti si dicano indignati mi fa pensare che in questi ultimi anni deve esserci stata una vera e propria inversione di tendenza!!! 🤣🤣🤣

30 apr 01

Quella della riapertura sicuramente è una questione molto delicata, anche se mi ha colpito molto il tono usato dai vescovi nella lettera di risposta. Che ne pensate?

Secondo me questo digiuno ci sta facendo bene. Noi sacerdoti ci stiamo interrogando come non mai. Non potendo fare quello che facevamo prima siamo stati costretti a pensare e ad inventarci cose diverse ed abbiamo messo in campo una bella creatività (anche se il rischio di fare le cose di prima cambiando solo le modalità è altissimo 😉)

Alla fine la pastorale non si è mai fermata: si sta pregando tanto e nelle forme più diverse (che prima forse neanche proponevamo), la carità non è venuta meno anzi siamo riferimento sul territorio, abbiamo continuato a stare vicino alle persone… (Io non ho mai telefonato così tanto). D’altronde non ci lamentavamo, magari in momenti di scoraggiamento, del fatto che le parrocchie erano diventate supermercati del sacro e semplici distributori di sacramenti?

Forse ora capiamo anche meglio le richieste dei vescovi dell’Amazzonia o delle suore che vivono nelle montagne albanesi. Sono bastati due mesi di digiuno eucaristico per farci sperimentare cosa significa vedere il sacerdote qualche volta l’anno, come succede in tante parti del mondo!
Un paio di mesi fa siamo andati nel sud musulmano dell’Albania per tre giorni. Ci hanno ospitato suore francescane pugliesi. Indovinate la prima cosa che mi hanno chiesto? Di celebrargli Messa!

Nello stesso tempo però queste comunità sparse nel mondo hanno scoperto che Dio parla comunque, ed è l’esperienza che leggiamo nella Bibbia: distrutto il tempio e nella impossibilità di immolare sacrifici, il Popolo di Israele riscoprì la Parola di Dio e ricominciò a leggerla, a studiarla, ad ascoltarla e a udire in essa il sussurro di un Dio amante: «Ascolta, Israele».

Dovremmo aiutarci a non perdere nulla di questo deserto in cui siamo stati condotti. È un tempo di grazia anche se aspettiamo che il Signore ci aiuti a decifrarlo meglio.

30 apr 02

Ci credo che sia un momento di crescita per la nostra chiesa.
Non vorrei essere blasfemo, ma dietro certe richieste di riapertura non c’è una religiosità di cui ci lamentavamo e che era da purificare?

È tempo di scoprire che il Signore è realmente presente con il suo Spirito tra coloro che sono riuniti nel suo Nome; è presente nella Parola e continua realmente a “nutrire” chi la legge e la medita; il Signore vivo si fa prossimo nel povero e nei bisognosi. Il Signore è persino nel desiderio stesso dei sacramenti.
Ma soprattutto il Signore è vivo e presente nella vita, in tutto quello che facciamo!
Allora sì la Messa diventerà la celebrazione della vita vissuta uniti a Cristo durante la settimana. Alla fine il “pane” avrà anche un sapore diverso. Come quello di Emmaus, dove il Signore si è prima avvicinato ai discepoli, li ha ascoltati, ha aperto il libro della Parola e solo dopo ha spezzato il pane per loro. Che sia il paradigma di un nuovo modo di essere chiesa?

“Una Chiesa sicura solo del suo Signore, e, per il resto, debole. Ma non per tattica, bensì per programma, per scelta, per convinzione (…) Una Chiesa disarmata, che si fa “compagna” del mondo (…) Una Chiesa che condivide la storia del mondo. Che sa convivere con la complessità. Che lava i piedi al mondo senza chiedergli nulla in contraccambio, neppure il prezzo di credere in Dio…” (Don Tonino Bello)
Pensiamoci…

Certamente mi fa sorridere constatare che ero venuto in Albania proprio perché c’era bisogno di preti per celebrare Messe… 🤣🤣🤣

Un abbraccio virtuale!!!

PS. Per i voli internazionali ovviamente è presto…

20 aprile 2020: Una Pasqua diversa

Carissimi,
solo ieri mi sono accorto di non aver aggiornato il blog la settimana scorsa… 🤷
Probabilmente l’aver provato a rispondere ai tantissimi messaggi di auguri che mi sono arrivati mi ha dato come l’impressione di avervi scritto… 🤣🤣🤣

Innanzitutto allora grazie di cuore a tutti, è sempre bellissimo sapersi in comunione anche se distanti, e scusatemi il ritardo con cui vi raggiungo ora 😉.

Anche qui a Mabë siamo ancora in quarantena, il governo non ha stabilito date di riapertura, ma abitando in un villaggio, con case piuttosto sparse, la vita non è cambiata granché. Il bar che dovrebbe essere chiuso, in realtà apre tutte le mattine dalle 7:00 alle 8:00 ed è molto frequentato dagli uomini del villaggio… Per il resto si fa vita di campagna. I contagi, molto contenuti, sono arrivati a 586 con 26 vittime. 

È stata sicuramente una Settimana Santa unica, diversa, una Pasqua che speravamo fosse di risurrezione non solo interiore…

In Albania le chiese sono aperte, ma non si possono fare celebrazioni con i fedeli. Con Goffredo e Tiziana abbiamo scelto però di preparare tutto normalmente, anche se avremmo poi celebrato in tre. Abbiamo fatto la lavanda dei piedi e l’altare della reposizione il giovedì, l’adorazione e il bacio della croce il venerdì, la veglia pasquale con la benedizione del fuoco e la processione il sabato notte…

Domenica pranzo di Pasqua tipico abruzzese con brodo, ravioli…; lunedì dell’Angelo abbiamo mangiato “fuori” (sul piazzale!!!), menù ancora più abruzzese con gli immancabili…

21 apr 02

Siamo stati toccati anche noi dalle liturgie celebrate da Papa Francesco. Abbiamo scelto di partecipare a quella del venerdì straordinario e alla Via Crucis del Venerdì Santo. Due momenti veramente forti.🙏
In genere non mi piace assistere alla liturgia attraverso la televisione, e anche per questo ho provato a proporre tramite il CMD celebrazioni domenicali della Parola da fare a casa, ma in quelle due circostanze il Papa è riuscito con i suoi gesti, i suoi silenzi, le sue parole, a dare un messaggio forte all’umanità in una piazza San Pietro incredibilmente vuota! Il Papa è riuscito a riempirla e a dare voce al grido dell’umanità. La vita è entrata nella liturgia e la liturgia ha illuminato la vita! Tutti ne siamo stati partecipi, tutti siamo stati coinvolti, nonostante lo schermo.☺️

Anche ora viviamo giorni di silenzio, di preghiera (stiamo continuando a celebrare Messa tutti i giorni, con voi e per voi), di ascolto, di riflessione…

Tanti i pensieri, tante le suggestioni, tante le provocazioni, che non è facile ordinarli e organizzarli, ma sto provando a farlo, soprattutto pensando al dopo, a cosa cambiare…🤔

Che questi giorni di isolamento forzato siano il germe di un futuro diverso, doglie del parto di una nuova umanità e di una nuova chiesa!♥️

6 Aprile 2020: Domenica delle Palme a Mabë

Mabë, 6 aprile 2020

Carissimi,
torno a scrivervi dopo una settimana.
Siamo alla 4′ domenica di quarantena, i contagi in Albania continuano a crescere lentamente, oggi siamo arrivati a 377 malati accertati e a 21 vittime!
Le durissime e immediate restrizioni per il momento stanno avendo effetto, anche se in questi ultimi due giorni il numero dei contagi giornalieri è cresciuto un po’! Speriamo…

La nostra quarantena a Mabë è facilitata dal non avere case vicine e dal numero basso di abitanti del villaggio… La chiesa e la casa canonica sono infatti su una piccola collina leggermente sopra il centro abitato.
La giornata è scandita dalla preghiera e dai pasti! Questo indicativamente l’orario giornaliero che stiamo mantenendo: 06 apr 2
7:30 – S. Messa e Lodi
8:30 – colazione
12:00 – Angelus
13:00 – pranzo
17:00 – Ora di Adorazione e Vespri
20:00 – cena
21:30 – Rosario.

Ieri, Domenica delle Palme, approfittando delle 14 croci che avevamo “piantato” nelle diverse zone dei nostri due villaggi, all’inizio della pandemia, abbiamo chiesto alle persone (tramite Facebook e tam-tam) di lasciare le palme da benedire vicino alla croce a loro più vicina. Saremmo poi passati noi in mattinata a benedirle.

In realtà vicino ad ogni croce abbiamo trovato anche sempre qualcuno ad aspettarci per pregare insieme..
Una preghiera molto breve, semplice, presa dal Messale (praticamente l’inizio della Messa…).
Poi tornati a casa abbiamo celebrato in chiesa a Mabë! 🙏

06 apr 3In diversi ci hanno chiesto se c’era la Messa il giorno di Pasqua e, ancora di più, se si faceva la “benedizione del pane”.Non so se ricordate: il sabato santo mattina, nella nostra zona, c’è l’usanza di venire in chiesa portando il cibo (uova, agli, cipolle…) o gli ingredienti (farina, latte, formaggio…) che sarebbero stati usati per preparare il pranzo di Pasqua!
Aspettiamo indicazioni dal vescovo a riguardo🤔

Intanto Goffredo (in qualità di membro della Commissione Famiglia Diocesana) insieme ad altri, ha preparato un sussidio che daremo ad ogni famiglia per aiutarle a vivere il triduo a casa!

Preoccupano le notizie che arrivano dagli amici missionari in Kenya, in Centrafrica, in Ecuador, in Brasile… Potete leggere i loro articoli sulla pagina web News dal Mondo, Lettere dall’Africa o su quella facebook del Centro Missionario

Stiamo celebrando la Messa tutti i giorni (prima della pandemia celebravo due/tre volte a settimana) proprio per affidare al Signore i nostri villaggi, voi a Pescara e… il mondo intero!!!

Buona settimana santa…🙏

TREDITESHI I PASHKEVE NE FAMILJE

 

22 Marzo 2020: Nuove misure anche in Albania

Carissimi,
come promesso vi scrivo un po’ più spesso in questi giorni così duri, per aggiornarvi e rimanere in comunione.

I contagi accertati in Albania, in queste due settimane, sono arrivati a 76, ma significa che non ancora c’è stata l’esplosione. Tutti speriamo che le misure restrittive prese tempestivamente dal governo siano riuscite a limitare l’espansione del virus.

D’altronde  toni del premier Rama sono durissimi:
“Da domani il regime delle uscite cambia perché non troviamo altri metodi per educare i disobbedienti ai quali molto presto saremo obbligati a farglielo pagare con la stessa moneta. Da sabato alle 13.00 e per tutta la giornata della domenica fino a lunedì alle ore 5.00 tutto sarà chiuso, in tutti i centri urbani della Repubblica d’Albania. In strada ci saranno solamente le forze di polizia e dell’esercito, servizi essenziali statali e i media.
Questa è una guerra e il nemico non se ne va, ma si avvicina ogni minuto. Perciò preparatevi insieme a me a stringere la cinghia se non vogliamo essere decimati come le mosche sotto il veleno.”

In realtà però la vita nel nostro villaggio non è ancora cambiata tantissimo, d’altronde non è che fosse movimentata neanche prima. 🤣

In parrocchia ovviamente abbiamo fermato tutte le celebrazioni e le attività, come hanno stabilito i vesvovi. Proviamo ad inventarci qualcosa per farci sentire comunque vicini.

Venerdì mattina presto, per esempio, Goffredo ha collocato 14 croci della Via Crucis nei diversi quartieri dei due villaggi. Su ogni croce abbiamo messo un biglietto con la scritta “la croce di Gesù ci protegga”.

 

 

Tiziana sta continuando ad aiutare le suore della Casa della Carità anche in questo periodo, ma cucinando da casa! Il parroco della vicina cattedrale don Mark viene due volte a settimana a prendere i pasti pronti.

22 mar 02Seguiamo con apprensione e preoccupazione i Tg italiani, anche se abbiamo scelto di ascoltarli solo a pranzo!

Wapp ci permette di chiamare e di farci sentire facilmente.

Ogni giorno nella Messa, nell’adorazione, nel rosario, siete con noi.
Buona domenica 🙏